Giovedì, 20 Gennaio 2022

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1° febbraio, infausta ricorrenza

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lunedì, 1 febbraio 2021


Un anno fa entrava in vigore il decreto che proclamava l'emergenza sanitaria

Proprio oggi, un anno fa, proclamato dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, decorreva il semestre di emergenza sanitaria; avrebbe dovuto contrastare dal   "rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili".

A parte il pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale, quali provvedimenti vennero immediatamente adottati per rispondere all’incipiente pandemia?

Il 16 febbraio, a Casalromano (Cremona) si disputò una gara nazionale di kick boxing con la partecipazione di 300 atleti giunti dalle vicine province; tre giorni dopo, allo stadio di S.Siro, la partita tra Atalanta e Valencia che molti definirono la culla del contagio.

Ma quante altre manifestazioni pubbliche furono disputate, quante migliaia di persone affollarono stadi, palestre o campi di gioco, piste di sci, cinematografi, sale convegni prima che venisse proclamato il lockdown?

Le cittadine Codogno e Vò Euganeo vennero chiuse il 23 febbraio.

Da allora fu un susseguirsi di approssimazioni, perfino nella fornitura delle mascherine: “O dalla Cina (!!!) o niente”, così ecco improvvisati agenti import – export che si attivarono per ordinarle e venderle a condizioni incredibilmente loro vantaggiose. Intanto Roma incaricava commissari e allestiva delle sovraffollate commissioni di esperti e in meno di due mesi bloccava le mobilità a cui si poteva derogare mediante autocertificazioni: sei in due mesi. =

E si misero in discussione pure i banchi scolastici, dovevano essere mono e con le rotelle: anche questi costosissimi che trovammo poi abbandonati in qualche magazzino. 

Proprio una discutibile gestione di un fatto gravissimo che stava toccando salute ed economia di tutti noi. No, proprio una ricorrenza da non festeggiare.

 Testo di Gian Maria Italia