Domenica, 5 Dicembre 2021

Brianza NEWS

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Lo stato di salute dell'economia

lunedì, 22 novembre 2021


La situazione dei Mutui e Debiti con le Banche

Per tanto tempo si è temuto che la pandemia procurasse fallimenti a catena tra le imprese brianzole, il cui effetto si sarebbe poi fatto sentire sugli Istituti di Credito. A venti mesi dall'inizio della pandemia fortunatamente non si registrano avvisaglie in tal senso, grazie anzitutto alle misure si aiuto pubblico. All'opposto le aziende hanno incrementato redditività e liquidità. Cresce anche la richiesta di credito per gli investimenti produttivi piuttosto che per necessità riferibili al capitale circolante. Le aziende si spingono oltre l'emergenza per focalizzarsi sull'evoluzione strutturale dell'attività. E' evidente che questi indicatori rivelano un timido segnale di fiducia per la ripartenza del sistema economico e del tessuto produttivo locale. Investimenti utili a sviluppare prodotti innovativi e sostenibili. Ci sono anche casi di aziende che grazie al sostegno del Fondo di garanzia hanno sviluppato business all'avanguardia nella tecnologia. Certamente si tratta di un contesto provvisorio, considerando i dubbi legati all'andamento economico e e alla fine delle misure statali. Per ora si può affermare che l'industria brianzola è ripartita senza aver subito danni ipotizzati nel 2020. La situazione finanziaria delle nostre aziende è in deciso miglioramento in virtù di una ferrea ripresa della redditività, di cospicue disponibilità liquide e ottimali condizioni di finanziamento bancario. La redditività cresce del 9% circa e torna ai livelli antecedenti l'inizio della pandemia. Circa 2/3 delle imprese ritiene di chiudere l'anno in utile (+10% rispetto ai risultati dichiarati lo scorso anno). L'ottimismo è diffuso in tutte le classi dimensionali e nei primari settori produttivi. La crescita della redditività proseguirà anche nel 2022. Vengono rivisti gradualmente al rialzo gli utili delle società; la stima è di una crescita del 20% circa rispetto a quest'anno. Migliora anche il cash flow aziendale (flussi di cassa) . Sono poche le aziende che ritengono di avere inadeguate disponibilità di cassa. Scende per contro la leva finanziaria (la scommessa di poter ottenere attraverso reinvestimento di capitali prestati un rendimento maggiore delle condizioni del prestito), anche se rimane su livelli superiori rispetto all'inizio della pandemia. I maggiori profitti e la liquidità elevata hanno limitato la domanda di credito, rimasta cospicua solo per le imprese tra 20 e 50 addetti. Inoltre mentre durante la pandemia il ricorso al credito riguardava le aziende più virtuose, ora si registra anche in quelle più deboli. La capacità di rimborso dei finanziamenti è oggi agevolata dalla ripresa economica, dai bassi tassi di interesse e dagli aiuti statali. Il rapporto tra oneri finanziari ed il margine operativo lordo ha così raggiunto un nuovo minio storico. Un'altra buona notizia è che l'uscita dalle moratorie sta avvenendo senza preoccupazioni . Il ricorso all'agevolazione è terminato per quasi il 70% delle nostre aziende. Quasi tutte hanno ripreso a pagare correttamente. Anche per l'industria brianzola rimangono comunque incertezze legate soprattutto all'evoluzione del quadro economico. Uno scenario base ipotizza che la quota di debito posseduta dalle imprese vulnerabili si avvicinerebbe al 30% alla fine del prossimo anno, con una fragilità più consistente nel comparto dell'edilizia, un valore comunque moderato nel confronto storico. Numeri che generano ottimismo anche se l'attenzione del Governo resta elevata sul calo progressivo degli aiuti economici. 

By Francesco Megna