Giovedì, 29 Settembre 2022

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I Flussi di Cassa tra Banche e Imprese

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lunedì, 26 aprile 2021


Una nuova Rubrica di Affari e Finanza curata dal Dott. Francesco Megna , esperto del Settore -

l rallentamento del ciclo economico provocato dalla pandemia ha decisamente condizionato nell'ultimo anno l'evoluzione dei flussi di cassa delle aziende  e quindi anche l'andamento delle richieste di credito, cresciute del +16% . Il 18% circa delle nostre imprese si è trovata a fronteggiare lo shock causato dal Coronavirus partendo da situazioni di  liquidità poco consistenti. Il 22% circa delle aziende disponeva di liquidità in grado di coprire il 40% circa dei debiti finanziari a breve termine. All'incremento delle domande di finanziamento hanno concorso sia le condizioni di offerta vantaggiose per effetto di un costo di finanziamento contenuto  per il settore bancario e un minore rischio avvertito grazie alle garanzie statali.

Le domande di nuovi finanziamenti sono state così  incoraggiate più dal bisogno di far fronte a esigenze di liquidità che da programmi di investimento e potenziamento del business. La sostenibilità del debito sarà poi facilitata dai tassi di interesse che rimangono estremamente bassi e dalla ripresa dell'attività economica. Tutti i settori produttivi hanno evidenziato  una crescita dei finanziamenti bancari  con la sola  eccezione di quelli legati al settore  immobiliare, presumibilmente  anche per effetto di operazioni di cessione di crediti deteriorati. I settori di attività che hanno incrementato  la loro esposizione verso il sistema bancario sono gli stessi colpiti in modo più drastico dalla pandemia . In evidenza  il settore degli autoveicoli ed altri mezzi di trasporto, seguito dalle attività di servizi di alloggio e ristorazione, dalle industrie tessili, abbigliamento , dalle attività professionali e scientifiche .

Le ditte individuali aumentano le proprie richieste del + 18% mentre le società di capitali segnano un incremento  del + 14% rispetto ad un anno fa. Cresce anche l'importo medio richiesto sia per le piccole imprese (+7%) che per le società di capitali (+25%). Con decorrenza 1 Marzo 2021, poi,  la "Legge di Bilancio 2021" autorizza SACE a rilasciare garanzia alle Imprese Mid Cap (con meno di 499 dipendenti) alle medesime condizioni del DL Liquidità che regola l'operatività del Fondi di Garanzia per le PMI. Lo scopo delle richieste di finanziamenti assistiti dalla garanzia è riferibile ad investimenti, capitale circolante e  spese per il personale  per attività imprenditoriali localizzate in Italia. Le imprese possono inoltre accedere allo strumento SACE ed ottenere garanzie anche in relazione a finanziamenti destinati in parte alla rinegoziazione ed al consolidamento di finanziamenti preesistenti. Le operazioni di consolidamento di passività a breve termine sono comprese tra le eventuali operazioni di rinegoziazione di finanziamenti in essere.  A tal fine è richiesto  che il finanziamento preveda l'erogazione di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 25% dell'importo del finanziamento oggetto di rinegoziazione e che il rilascio della garanzia determini un minor costo e/o una maggior durata del finanziamento rispetto a quello oggetto di rinegoziazione. 

L'ammissione alla garanzia SACE delle PMi avviene alle stesse condizioni agevolate del Fondo con copertura al 90% del finanziamento per un importo massimo garantito di 5 milioni di euro o di importo inferiore in caso di capitale non rimborsato da eventuali finanziamenti già assistiti dalla garanzia del Fondo PMI. Nel caso invece di finanziamento destinato al rimborso di un'operazione di rinegoziazione del debito , la percentuale di copertura è fissata all'80%.   Altra novità in materia di garanzie, riguarda la durata dei prestiti garantiti. Per quelli sino a 30mila euro con garanzia di Stato al 100% del Fondo PMi la durata del piano di ammortamento si allunga da 10 a 15 anni. Altra novità importante delle ultime settimane è che molte imprese che a marzo 2020 avevano richiesto la moratoria sui finanziamenti in essere hanno già cominciato a rimborsare le rate. Trascorso un anno sono rimaste attive posizioni per il 70% circa del totale. Questo significa che un buon numero di aziende che ne avevano usufruito ha ricominciato a pagare. La contrazione del valore delle rate sospese rappresenta un dato senz'altro positivo perchè significa che chi si è trovato in difficoltà nei mesi scorsi sta superando quel momento e che quindi, almeno in alcuni comparti, una ripresa è in atto.

Questo fa supporre che nel breve termine un ulteriore numero di imprese comincerà dunque a rimborsare. E' perciò fondamentale sostenere le imprese evitando che perdano stabilità economico-finanziaria e competitività: occorre creare i presupposti sulla base dei quali le imprese, una volta terminata l'emergenza sanitaria, abbiano le capacità, anche finanziarie, per rilanciare rapidamente la produzione, continuare ad investire e contribuire alla crescita economica. Se le concessioni di credito sono aumentate il flusso dei depositi  cresce maggiormente a conferma di un atteggiamento prudente da parte di famiglie e imprese . Le masse di raccolta hanno superato il totale degli impieghi a favore delle nostre Aziende. Valori comunque  previsti in decisa diminuzione  a partire già da inizio anno  quando i flussi dei finanziamenti  sono stimati pari  a quelli  dei depositi.

Il risparmio precauzionale è stata una caratteristica delle imprese durante  la pandemia:  hanno sospeso programmi di investimenti e proprio a causa dell'incertezza hanno fatto scorte di liquidità; un potenziale quindi pronto a essere utilizzato.    La durata della crisi è fondamentale  per capire quanto e come le imprese  riusciranno a reggere  e contrattaccare . Ma è ugualmente rilevante  che oltre alle misure per evitare ogni rischio di default, si passi ad avviare provvedimenti  di medio e lungo termine.

 Articolo per cortese disponibilità di Francesco Megna

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